sabato 5 marzo 2011

Per strada...

Per strada...

Tornavo a casa ieri, in uno dei primi pomeriggi di questa timida primavera milanese mentre il sole ancora pallido si rifletteva sulle cose e sulla mia pelle, riscaldando tutto con ritrosia, quando di soprassalto vengo scossa nel mio torpore da urla forti che si diffondevano per strada...da quel solito incrocio che ogni giorno sono solita attraversare...Urla stridule, cariche di invettiva e rabbia che provenivano da due litigiosi che avevano deciso di investire così il loro tempo, prevaricando con i loro toni esasperarti i rumori di una via tutt'altro che poco silenziosa...Costretta ad attraversare l'incrocio non posso che soffermare attonita il mio sguardo sulle dinamiche in gioco tra i due...Coivolti nella "gentil tenzone", ironicamente parlando, erano il conducente di un autobus e il guidatore di uno scooter.Il primo,aveva assunto le sembianze di un leone che dal suo gabbiotto, sbraitava a destra e a manca, lamentandosi del fatto che l'altro signore indugiasse troppo nel liberare la corsia, dove il bus doveva parcheggiarsi, dal suo scooter fermo con qualche problemino al motore e prepotentemente cercava di accellerare i tempi di spostamento procedendogli lentamente addosso con la vettura, quasi dandogli dei colpetti da dietro....L'altro, il proprietario dello scooter, innervosito ed irato gli imprecava contro con attributi ed appellativi, tutt'altro che degni di lode, infuocato nel viso, sull'orlo di una crisi di nervi....Nessuno avanzava verso l'altro, si minacciavano a debita distanza,"scendi dall'autobus"diceva l'uno, "No, sali tu, se ne hai il coraggio"....e continuavano a litigare noncuranti del traffico bloccato,dei passeggeri sul bus desiderosi di procedere oltre o forse contenti dello spettacolo in corso, gratuito e forse di loro gradimento.....Abbasso lo sguardo ed inizio a pensare di come la gente non riesca più a comunicare guardando negli occhi l'altro ed ascoltandolo... mentre procedo verso casa alle mie spalle continuava a consumarsi ancora questa paradossale scena...Che di inconsueto aveva veramente poco, data la frequenza con cui a tutte le ore del giorno si assiste a taluni episodi..Sembrerebbe che l'istinto represso di rabbia e malessere non riesca più ad esprimersi negli argini di uno stadio, nelle botte e manganellate inflitte al prossimo con una motivazione o un'altra che fanno da cornice ai fatti di cronaca odierni, ma trabocca e straripa per le strade, invade il prossimo, violenta lo sguardo e le orecchie dei bambini,mi colpisce e induce a riflettere...Incrocio lo sguardo di un'anziana signora, scambio due battute sull'accaduto con lei, parliamo della condizione umana, poi mi sorride e dice, concludendo il nostro andare insieme "Cara mia,sa cosa penso?Si comporta meglio la mia cagnetta degli uomini, è capace di darmi più affetto, a me che sono sola".Le sorrido, le stringo la mano, la saluto, mi chiudo il portone alle spalle...Torno a riflettere sulle sue parole, ma questa è un'altra storia.

A proposito di parole....avanti Vinicio...

A chi con le parole gioca, facendole rimbalzare nei meandri oscuri della mente umana,a chi duella con giochi di parole sfumate per cantare in modo bizzarro l'amore, a chi coltiva e fa fiorire nuovi significati, cantando la condizione umana di chi, da solo, non avrebbe la possibilità e la forza di urlare,a Vinicio che da anni con la sua musica nutre la mia anima....

Dall'ultimo concerto a Milano...Album "Da solo"

Le mie parole...

martedì 24 febbraio 2009

Le mie parole......



"Le mie parole sono sassi, precisi e aguzzi,
pronti da scagliare,
su facce vulnerabili e indifese,
sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi,
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose, indimenticate,
a lungo spasimate e poi centellinate,
sono frecce infuocate
che il vento o la fortuna sanno indirizzare

Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato,
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato,
sono foglie cadute, promesse dovute,
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate, sul foglio capitate per sbaglio,
tracciate e poi dimenticate,
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire,
lo ammetto

RIT.
strette tra i denti,
passate, ricorrenti,
inaspettate, sentite o sognate...

Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare,
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire,
sono andate a dormire, sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare, si perdono al buio
per poi continuare

Sono notti interminate, scoppi di risate,
facce sovraesposte per il troppo sole,
sono questo le parole,
dolci o rancorose, piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre,
un bacio a testa prima del sonno un altro prima di partire,
le parole che ho detto, e chissà quante ancora
devono venire...

RIT.
strette tra i denti
risparmiano i presenti,
immaginate, sentite o sognate,
spade, fendenti,
al buio sospirate, perdonate,
da un palmo soffiate"

Pacifico

Il testo di questa canzone fa zampillare alla mia mente le capriole di parole che hanno accompagnato e accompagnano la mia vita.Urgevano di notte nella mia stanza buia, chiedendo con frenesia di essere tracciate per non sfociare nell'oblio del tempo che voracemente tutto ingoia;volteggiavano in coreografie sparse, durante le mie giornate di sole a cucire l'orlo dei miei pensieri.Esse rappresentano per me uno strumento per colorare di sfumature la realtà,denotandola di accezioni personali,un canale privilegiato per esprimermi e presentarmi al mondo,un modo per schiaffeggiarlo o accarezzarlo, consapevole della potenza che esse possono esercitare su chi le riceve e ,a volte, le subisce.Oggi le mie parole si vestono di argento e oro, brillano di luce propria e riflessa,si sostanziano di nuove profondità, aprono spiragli mai prima esplorati..Sono sempre sprofondata dolcemente nella soavità delle auliche parole, usate nella nostra letteratura,attraverso l'utilizzo di diversi registri e di esse mi sono nutrita.Ne ho osservato l'uso libero,soffocato, partigiano,che di esse è stato fatto nei vari contesti socio-culturali.Ho ammirato, giorni fa ad una mostra sul futurismo,la potenza, la forza, la celerità con cui occupavano lo spazio nelle tavole parolibere per contestare, innovare, esprimere un'idea di linguaggio diverso. Se rifletto sull'uso del linguaggio oggi, soprattutto tra le nuove generazioni, mi ritraggo ferita perchè reputo che, a parte le scorrettezze grammaticali e sintattiche, proprie di una scrittura frettolosa e strumentalizzata all'invio di messaggi e comunicazioni in chat, trovo che le parole vengano schiaffeggiate nel loro significato più profondo, a volte vendute e svendute gratuitamente ,senza chiedersi se, chi riceve tanta gratuità sia felice del dono.Mi riferisco ai tanti "ti voglio bene", "ti abbraccio" "tesoro"che si sentono svolazzare tra due persone, che magari si conoscono solo da poche ore,alle frasi scurrili, prive di orpelli di decenza e decoro, urlate sui tram alle orecchie di chi, se potesse, proprio non vorrebbe sentire...
Lungi dall'affrontare in questa sede un'analisi sulle motivazioni psicologiche ed emotive che sottendono l'uso di questo linguaggio gratuito, vi invito a riflettere sull'importanza dell'uso delle parole, sui loro mille modi per esprimere significati e pensieri e sull'importanza di insegnare questo ai nostri figli affinchè si esprimano in modo critico e pensante nella quotidianeità attuale che tutto forgia e livella, avvolgendoci in un alone di banale superficialità.

Lo sai debbo riperderti ma non posso...

lunedì 19 gennaio 2009

"Lo sai : debbo riperderti e non posso....


Ho visitato giorni fa la fondazione dello scultore Arnaldo Pomodoro ,dove sono esposte le sue grandi opere dalla taglia monumentale ma dalla concezione poetica, alla cui base sta la passione e l'attitudine dello scultore per il viaggio verso civiltà lontane nel tempo e verso spazi lontani del pianeta, da cui si è lasciato suggestionare, portando poi le emozioni nella linearità geometrica delle sue incastrate sculture.Passeggiando con andamento cadenzato tra esse, con lo sguardo verso l'alto,per sbirciare con fatica sino all'altezza magna dei suoi monumentali capolavori, fui colpita, all'improvviso, da un verso inciso in basso, su un gruppo di sculture in bronzo e ferro, intitolate per l'appunto, "The Pietrarubia group".Il verso di Eugenio Montale,"Lo sai :debbo riperderti ma non posso",vuole esprimere l'attaccamento dello scultore a Pietrarubbia, comune dove lui a metà degli anni Sessanta creò una delle sue opere più significative, la grande e complessa struttura così chiamata.Ho trovato questo verso magistrale e ho deciso di riportare di seguito il componimento delle "Occasioni" da cui è stato tratto .

Lo sai: debbo riperderti e non posso.
Come un tiro aggiustato mi sommuove
ogni opera, ogni grido e anche lo spiro
salino che straripa
dai moli e fa l'oscura primavera
di Sottoripa.

Paese di ferrame e alberature
a selva nella polvere del vespro.
Un ronzìo lungo viene dall'aperto,
strazia com'unghia i vetri. Cerco il segno
smarrito, il pegno solo ch'ebbi in grazia
da te.
E l'inferno è certo.


(Eugenio Montale, Le occasioni)

Devo perderti nuovamente, ma non ne sono intenzionato : Montale con questi versi rappresenta le vicissitudini di una storia d'amore, che si sviluppa nella lontananza, agitata da continue partenze e continui ritorni.
Inevitabilmente la partenza e il distacco da un affetto o dalla propria terra, anche se sostanziato dalla consapevolezza di un futuro ritorno e ricongiungimento è sempre contrassegnato da una pena dell'anima, lacerazione profonda,da un vuoto incolmabile...sensazioni che rimandano allo stato d'animo che da dieci anni, accompagna i miei allontanamenti, i distacchi dal mio paese e dai miei cari per recarmi altrove e vivere nella condizione di chi, come spesso amo sottolineare "vive sospeso tra due mondi, che non gli appartengono più", ma coltiva dentro la speranza di tornare alla terra natia un giorno e difende e custodisce il sogno dentro di sè.
Così scrivevo un pò di tempo fa,dopo una mia partenza...

Terra mia.

Debbo perderti terra mia,
avara verso i tuoi figli,
che mi hai lasciata andare lontana,
ma che poi mi richiami dalle profonde mie,
tue radici degli ulivi
troppo sotterrate e aperte a ventaglio
da essere sradicate senza portare un pò di terra con sè.
Radici che vibrano,
facendo palpitare lontano l'anima mia
in terra straniera.
Debbo lasciarti terra mia
e lacera il mio petto dentro
profonde, profondissime pieghe
che sugellano un amore
giorno dopo giorno nutrito
nei distacchi e nei ritorni
nei contrasti e nella quiete..
E continuo a perderti
e non posso
perchè struggo dentro
e ogni volta sprofondo
e mi nutro di te..
In te voglio tornare
e un giorno, vedrai, ritornerò.

Indietro nel tempo....il mio oggi

giovedì 15 gennaio 2009

Indietro nel tempo....il mio oggi....


Rispolverare nelle mie intime scritture di un tempo,singhiozzi interrotti dal frastuono di una città che al mio arrivo tutto soffocava,nascondeva,frantumava...Oggi nella stessa città, ricominciare ad ascoltarmi regalando una nuova alba alle mie parole,un luogo in cui coltivare le promesse, uno scrigno in cui custodire i pensieri....Grazie a chi sa.

Grigia città
Mi rubi il tempo per pensare,
il gusto di assaporare,
la gioia di contemplare i tuoi colori,
tu grigia città.
Il mio sguardo veloce
non si sofferma più
su questo cielo tetro ed egoista
che voracemente ha inghiottito
tutti i colori dell'arcobaleno.
Perchè vi nascondete a me
rosa, azzurro, giallo
venite a tingere come un tempo
una cristallina alba e un caldo tramonto?.
Perchè mi privi di mille sensazioni,
tu grigia città?
I tuoi assordanti rumori,
mi impediscono di captare
le armoniose melodie
cosmiche della natura
e una voce infreddolita ai bordi della via
bisognosa forse solo di un sorriso.
Troppo spesso i ricordi della mia mente,
i sussurri della mia anima
invano chiedono di essere ascoltati
da questo scorrer del tempo
che sembra frettoloso sfuggire
ai richiami del mio cuore
che caldo urla forte dentro me
ma fuori, tacito, è sconfitto da questa gelida città.
Adesso ho deciso di non correre più,
mi fermo un attimo,
voglio ascoltare la sua voce
e ridare, tristo nutrimento a te, mia musa ispiratrice.

Milano bianca...

Milano bianca


Soffici, bianchi, volteggianti,
pian piano vengon giù
questi fiocchi di neve catartici
si adagiano lentamente
quasi a purificare il grigiore di questa città,
sporca, spoglia
ma che in un istante per incanto
si veste di bianco e induce a sognare..
Battaglieri colpiscono la mia pelle
bagnano i miei pensieri
scivolandomi addosso
creano un bivido caldo nel mio cuore
che incredulo di fronte a tale spettacolo
si riempie di gioia nel rimirar.

17-01-2001.


Sono passati otto anni da quando vidi per la prima volta Milano vestita di neve e ricordo lo stupore con cui il mio sguardo incredulo si lasciava travolgere dalla coreografia dei fiocchi che cadevan giù tutto a vellutare, tutto ad imbiancare, tutto a purificare....Sognavo di andar via, ma oggi sono ancora qua, in questa città, in questo inverno battagliero che sembra travolgere e stravolgere le cose..
Per i milanesi la neve è disagio, pericolo, paralisi, ostacolo al loro frettoloso affaccendarsi dietro le ordinarie sommministrazioni incombenti, sono le riserve di sale che non arrivano, le pale che non spalano,mezzi che non passano, polemiche e contropolemiche politiche......lascio questo a tutti voi,imprecate pure,io mi godo lo spettacolo del manto luminoso che ricopre ogni grigiore e impurità,torno a respirare saltellando qua e là....

L'alba delle tue arrampicate parole...

Tra terra e cielo ti incontro,
dove il confine è impercettibile sfumatura,
ti parlo di rarefazioni sublimi dell'essere
sulla soglia del baratro di un'idea,
ti accompagno verso la sera stanca
che apre il sipario ad una timida alba,
ti proteggo da questo equilibrio precario
dei moti del cuore,
ti ascolto quando il rumore si arrende
al fascino delle tue arrampicate parole,
dimentica di tutto ciò che mi circonda.

mercoledì 7 gennaio 2009

Odio e preghiera...

Come si può coniugare l'odio con la preghiera?
Come si può nei sermoni inneggiare alla distruzione del nemico, bruciando la bandiera del suo stato?
E' successo in piazza Duomo a Milano il 3 gennaio in corso di una manifestazione, indetta dai musulmani per protestare contro la reazione israeliana alla rottura di una tregua, provocata da Hamas.Lungi dal prendere le difese di questo o quel popolo, il mio è solo un invito a riflettere su ciò che è accaduto .
Succede in un paese di civiltà e democrazia quale è l'Italia che palesa la simbolica resa di un occidente che per non "offendere i musulmani cancella i presepi,toglie le croci dalle aule, i riferimenti a Gesù dalle canzoni di Natale, il prosciutto dalla mensa dell'asilo" e intanto abbassa lo sguardo e consente tacito alla chiusura del Duomo di Milano e permette che si dia voce ad una manifestazione che di civile ha veramente poco...L'accoglienza,l' integrazione,il dialogo interculturale devono essere sostanziati dal rispetto per l'identità civile, religiosa, morale dell'altro ma anche della propria e questa continua ad essere schiaffeggiata da un pò...

Odio e preghiera....

mercoledì 7 gennaio 2009

Odio e preghiera...

Come si può coniugare l'odio con la preghiera?
Come si può nei sermoni inneggiare alla distruzione del nemico, bruciando la bandiera del suo stato?
E' successo in piazza Duomo a Milano il 3 gennaio in corso di una manifestazione, indetta dai musulmani per protestare contro la reazione israeliana alla rottura di una tregua, provocata da Hamas.Lungi dal prendere le difese di questo o quel popolo, il mio è solo un invito a riflettere su ciò che è accaduto .
Succede in un paese di civiltà e democrazia quale è l'Italia che palesa la simbolica resa di un occidente che per non "offendere i musulmani cancella i presepi,toglie le croci dalle aule, i riferimenti a Gesù dalle canzoni di Natale, il prosciutto dalla mensa dell'asilo" e intanto abbassa lo sguardo e consente tacito alla chiusura del Duomo di Milano e permette che si dia voce ad una manifestazione che di civile ha veramente poco...L'accoglienza,l' integrazione,il dialogo interculturale devono essere sostanziati dal rispetto per l'identità civile, religiosa, morale dell'altro ma anche della propria e questa continua ad essere schiaffeggiata da un pò...