martedì 1 marzo 2011

Il mio Natale....

Il mio Natale....



Di fronte alla domanda a dir poco banale "Come e dove trascorrerai questo Natale?", io mi rattristisco per chi me la fa perchè credo che il Natale lo si possa trascorrere solo e soltanto secondo un eterno rituale, fatto di gesti, intimità familiare condivisa, sapori, odori, colori, che ritornano ogni anno a sostanziare la vita di ciascuno di noi...
La condizione di esule, lontana dalla terra di origine, in realtà, nelle circostanze come il Natale, permette di sognare e attendere con trepido fervore questa festa sin dai primi di Dicembre quando inizia il conto alla rovescia dei giorni che ti separano da quel biglietto di treno che prenota anzitempo il viaggio di ritorno a Lecce....da quel momento inizia un'attesa irrequieta che è piena di gioia, di prefigurazioni all'interno di coordinate temporali che sono solo affettive....
Inutile dire come nei giorni di festa cambi la concezione del tempo che finisce con l'essere scandito , in maniera più distesa, cadenzato dall'affaccendarsi in cucina di mia madre davanti ai fornelli, che già alle quattro del pomerigggio ti chiede cosa vorresti per cena; una cucina dai vetri appannati perchè il calore che esala dai fornelli e dal focolore e da chi ci lavora è troppo forte in questo periodo e l'escursione tra il dentro e fuori diventa insostenibile a tal punto che in cucina ci rimarresti tutto il tempo, se fosse possibile, a respirare con l'animo e il cuore quella cura, quella dedizione di chi spende il suo tempo in maniera incondizionata ..allora ti nutri indirettamente dell'affetto dei gesti taciuti, delle parole sussurrate, delle piccole e semplici attenzioni quotidiane di chi in quei giorni si prende cura di te, anche se pagherebbe per poterlo fare tutto l'anno...L'amore incondizionato di chi dà senza aspettarsi nulla in cambio se non che tu ritorni a casa, prima o poi un giorno ... e continua a coltivare il sogno dentro di sè...
Natale per me è ritrovarsi con i miei parenti, il loro esultare ogni volta che ci si incontra dopo tanto tempo, il loro darti il loro benvenuto,intriso di affetto,quelle voci che si sovrappongono, quelle frasi di rito pronunciate con la stessa intonazione, quel guardarsi negli occhi per cercare di capire se qualcosa di nuovo sta per essere comunicato....la Cri mia,Gigi, Giuseppe, la Schina, la Caty e il pargolo Raffaele, l'Armida e Sabrina sono loro i miei piccoli ma ormai grandi cugini,che ho visto nascere, crescere ed ora alcuni iscriversi all'università ....e che io semplicemente adoro!!!!
Natale è la celebrazione del rito religioso nella mia congrega, la chiesetta più intima e piccola del quartiere dove mi reco per ascoltare le lodi al Signore che nasce, dove lo sfarzo e l'eleganza degli abiti non hanno avuto ancora il sopravvento sull'essenza del significato della cerimonia in sè....dove ogni anno mia madre rivolgendo il suo sguardo non più verso il basso ma verso l'alto, verso me un pò cresciuta, mi porge quella monetina per l'offerta, proprio come faceva alla Nadia piccolina...
Natale è l'incrocio degli sguardi sul sagrato della chiesa, quella ricerca di sembianze che hai visto cambiare nel tempo , è lo scoprire con amarezza che qualche viso non lo si incontra più, che nuovi bambini nascono, che nuovi nuclei familiari si formano,sono i colpetti sulle spalle di chi fuggevolmente ti ha vista crescere e poi andar via, che in quell'incrocio di gesti e mani ti saluta sempre allo stesso modo dicendo "Bona sorte filia mia".
Natale sono io, ogni anno sempre la stessa ma sempre diversa, allo scoccar della mezzanotte che ripongo il mio Gesù bambino nella culla, che intreccio con lui un dialogo serrato fatto di intimità, di segreti in lui riposti, di aspettative , di preghiere, di confidenze tacite, timidamente sussurrate....
Natale è genesi, nuova vita, nuovi sogni, è sentirsi dentro esplodere di gioia e commozione, è sentire che parte di me, della mia terra è altrove....

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