sabato 12 marzo 2011

"Sola vergogna è non provarne...."

Da piccola mi vergognavo quando mia madre entrava nella mia classe per dire qualcosa alla mia insegnante, sua collega, arrossivo vergognandomi quando un mio compagno mi faceva un complimento, mi succede ancora oggi , a distanza di anni, di provare questo sentimento profondo di turbamento derivante dalla consapevolezza che un comportamento , un discorso proprio o altrui risulti essere sconveniente....è un sentimento che ho sempre espresso e gestito decorosamente perchè ho sempre creduto fosse espressione di dignità, onore...
Negli ultimi tempi mi capita di provare vergogna per colpe e comportamenti altrui e rimango esterrefatta davanti a situazioni in cui pudore ed attenzione sarebbero desiderabili mentre ci si ritrova  difronte ad una fiera rivendicazione dell'assenza di vergogna...
Credo che il sentimento di provar vergogna sia caduto in disuso anzi c'è la buona abitudine di prendere semmai le distanze fieramente dallo stesso....
I rimproveri fatti a taluni bambini sembrano scivolargli addosso, senza bagnarli, come gocce di pioggia su un impermiabile, talune ragazze esibiscono il loro corpo, come merce erotica senza alcun pudore, genitori consigliano alle proprie figlie di "non vergognarsi, di andare a testa alta"se hanno avuto dell'intimità con un anziano uomo politico, anzi suggeriscono loro  come approfittare di certe situazioni..., uomini politici invitano i giornalisti e i magistrati, che portano alla luce verità scomode, di "vergognarsi"del loro operato mentre volutamente rifuggono dalla possibilità di vergognarsi del proprio...
La mancanza di vergogna o meglio la dilagante capacità di non  provarla è pericolosa e gravida di effetti , tra cui l'incapacità di praticare il suo contrario, cioè un comportamento onorevole e dignitoso, ma anche accellera il processo di decadenza di ogni forma di civilizzazione....
Affermava Pascal nei Pensieri "Sola vergogna è non provarne"...





Nessun commento:

Posta un commento