domenica 14 dicembre 2008
L'inesprimibile attraverso le parole.. l'essenza cercatela pure nelle pieghe della pittura di Burri


Ci sono situazioni in cui le parole fanno fatica ad esprimere sensazioni, dove possono solo ridursi a lambire contorni di cornici perchè l'espresso è già lì nell'essenza della materia che modellata e plasmata prende forma, si piega, si insinua , si intreccia , si sfuma , si attorciglia in una espressione di dolore,di pathos, di armonia...
Il palpito della vita era lì nei contorcimenti della plastica, nei rigonfiamenti, nelle pieghe, nei cambi di colore, in quei residui solidi dell'esistenza, lacerati dalla forza primordiale del fuoco.
Il fremito della immanenza della vita era lì nelle ondulazioni sinuose della sabbia, nelle fessure della colla, nelle gibbosità del legno, nei reticoli delle maglie grezze della iuta con le sue cuciture e lacerazioni ad esprimere le possibilità intrinsicamente ed esistenzialmente formali della materia.
Estasiata davanti al cretto bianco, mi sono fatta piccola piccola e ho cominciato a percorrere quei candidi labirinti, un tempo groviglio dei miei pensieri, e giravo e rigiravo , rotolavo, saltellavo, trotterellavo sino a perdermi in quei solchi emozionali, forgiati dalla forza e dalla cura sospirata e baciata di quelle dieci dita in cui mi nascondevo per poi fare capolino là dove il groviglio trovava il suo orizzonte luminoso e brillante di quiete.....
Io mi sono adagiata lì,venitemi a prendere......
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